Comune di Romano di Lombardia – Romà Lombàrd ( i scatolòcc )

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Toponomi e dialetto

E’ necessario sfatare immediatamente la lunga tradizione che identifica il nome del nostro borgo come derivazione da un aggettivo romanus ossia di Roma. Nell’alto medioevo era citato come RUMANO con chiara derivazione della radice indoeuropea RU dalla quale sono derivati i nostri ruscello e rivo. Dunque Romano ha il significato di villaggio edificato in zona ricca di acqua correnti.

Il dialetto è molto dolce, privo di aspirazioni o comunque delle durezze fonetiche che troviamo tutt’attorno o nelle valli. Ciò è dovuto alla presenza per lunghi periodi di consistenti guarnigioni -qui  più che altrove- di popolazioni più colte (meno barbariche): romane prima e poi greche (bizantine). Il dialetto romanese, pur con le inevitabili lievi differenze, è molto più simile a quello di Bergamo città, che a quello di un paese confinante come Martinengo.

Le origini

Singolare è certamente la vicenda dell’origine del nostro borgo: la fondazione infatti porta una data ufficiale: anno 1171. In quella data Romano esisteva già in un altro luogo poco distante, in direzione di Covo, territorio conteso giuridicamente tra i Vescovi-Conti di Cremona e di Bergamo: tre porte del borgo con rispettivi quartieri appartenevano a Cremona, una soltanto a Bergamo. Nell’anno sopra citato si riunirono i rappresentanti del Comune di Bergamo e quelli di Romano per concordare la costruzione del nuovo borgo su territorio completamente bergamasco.

La forma del nuovo borgo è dunque esemplare: se prima di quel periodo i borghi erano costruiti con forma pressoché circolare dilatata – Martinengo, Cologno e Urgnano sono gli esempi più significativi in zona – Romano ebbe una forma più allungata, a scudo di superficie assai più ridotta; pertanto a parità di abitanti, gli edifici dovevano addossarsi l’uno all’altro quasi con esasperazione, le strade ridursi alla minima larghezza, privilegiare le piccole corti interne evitando di concedere la possibilità di coltivare orti o giardini.

Le porte cittadine erano tre soltanto o non più di quattro; le mura (alte più di cinque metri) erano rinforzate da numerosi torri aggettanti dal perimetro.

Le dominazioni

Romano dunque come borgo franco, con importanti Privilegi confermati da tutti i regnanti dal XIII al XVIII secolo; privilegi che hanno consentito il conseguimento dei risultati politici, economici e sociali che si evidenzieranno con più efficacia nelle prossime pagine.

Nei primi secoli le dominazioni sono numerosi e confuse: dall’epoca dei Comuni a quella delle Signorie, con il rapido susseguirsi e sovrapporsi delle famiglie dominanti. Citiamo le più importanti: la famiglia Sommi cremonese, quella bergamasca dei Colleoni, e la più importante dei Soardo, un ramo della quale rimase costantemente nel nostro borgo, pur senza ormai potere politico.

Nell’anno 1335 ebbe inizio la dominazione illuminata dei Visconti; essi nel secolo successivo infeudarono del territorio il condottiero Giacomo Covo.

Nel 1428, a seguito della pace di Ferrara, il territorio passò in giurisdizione alla Repubblica di Venezia che mantenne – salvo breve interruzioni – il potere fino agli ultimi anni del secolo XVIII, quando subentrò la Repubblica Cisalpina dapprima e il dominio austro-ungarico successivamente.

Né comunque è da dimenticare il periodo della dominazione feudale del grande condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni dal 1448 fino alla sua morte nell’anno 1475; periodo nel quale Romano conseguiva tanti vantaggi, soprattutto a livello economico e di edifici pubblici e privati.

Le risorse economiche nei secoli

Romano, borgo di confine fino agli ultimi anni del settecento (rivoluzione francese); il confine era a pochissima distanza: Calcio, Covo, Isso erano già in terra straniera.

Era fortificato pertanto, con obbligo dei suoi abitanti di contribuire personalmente alla difesa del confine, ma col diritto di franchigia, ossia dell’esenzione sostanziale dalle tasse.

Dal diritto di franchigia al commercio come risorsa fondamentale, il passo è breve; la funzione commerciale determinò lo stesso schema urbanistico interno. Si formarono famiglie di commercianti di enorme prestigio: gli Agazi in particolare – abitavano nell’attuale casa parrocchiale e nei due cortili adiacenti – avevano fondaci in Venezia ed a Costantinopoli.

Il pubblico mercato aveva luogo tre giorni ogni settimana: lunedì, mercoledì e venerdì. Le merci affluivano in abbondanza dalle terre dello Stato di Milano, mediante contrabbando notturno tollerato dalle autorità dei due stati per reciproca convenienza; erano lunghe file di muli e cavalli con basti stracolmi di merci lungo i sentieri.

Grano e biade di ogni genere, fustagni in pezze, allume di rocce, vino, olio, merci che poi proseguivano  verso le piazze di Bergamo, di Brescia e Venezia. Il mercato aveva luogo nelle vie centrali, porticate affinché le merci potessero rimanere al coperto con ogni condizione di tempo.

Accanto al commercio si formano botteghe artigianali di grande rinomanza legate pure esse al mercato: tessitori e sarti, mugnai, conciapelli, armaioli, calderai, vasai, falegnami, fabbri ferrai.  E con loro professionisti che in molti casi acquistarono fama ed onori ben oltre i confini del borgo: notai, avvocati, agrimensori, architetti, farmacisti, medici e chirurghi. Soltanto alla metà dell’ottocento sopravvennero gli industriali che dominarono l’economia del borgo per un secolo, fino alle soglie dei nostri anni.

Personaggi

Molti personaggi resero onore a Romano nei secoli passati; citiamo soltanto i più importanti, noti almeno a livello nazionale: nel secolo XVI Andrea Cato, grammatico, retore e causidico, Gio. Battista Cucchi, Maestro di farmaci a Padova e Milano, e Girolamo da Romano, detto Romanino, pittore eccelso nato e cresciuto a Brescia da genitori romanesi. Nel sec. XVIII Gio. Battista Caniana, grande intarsiatore ed architetto. Nel secolo XIX Antonio Tadini, scienziato insigne nel campo dell’idraulica geologica, Giacomo Rubini, cantante di camera e cappella, presso la corte del re di Baviera, ed infine Giovan Battista Rubini di grande fama internazionale, considerato il massimo tenore di grazia della prima metà del secolo.

Ritratto di G.B. Rubini nella sala del Biliardo

Tomba del tenore

Monumenti e luoghi di interesse

Architetture religiose

 

Chiesa Parrocchiale Prepositurale di Santa Maria Assunta e San Giacomo Maggiore, Romano di Lombardia

Basilica di San Defendente

Edificata all’inizio del XVI secolo, presenta una struttura ad una sola navata sormontata da una volta a botte, ed un aspetto esterno molto anomalo. Questo è dovuto al fatto che la chiesa è praticamente inserita tra la parrocchiale, a cui si accede mediante la sagrestia, e la chiesa di Santa Maria di Lourdes, comunicante mediante l’ex chiesa di San Luigi (detta anchechiesa delle congregazioni maschili), tanto da rendere visibile esternamente soltanto la facciata orientale (dove si trova il coro) e quella occidentale.

All’interno spiccano i dipinti di Enea Salmeggia (la Santissima Trinità), di Andrea Pozzo (La disputa di Gesù), di Pietro Ricchi (San Defendente e Sant’Alessandro) e di Pietro Mango (Martirio di San Defendente). Di notevole impatto sono inoltre gli stucchi e le decorazioni di Filippo Comerio.

Chiesa Campestre di San Giuseppe

Tuttavia la costruzione religiosa più antica di tutto il territorio di Romano è la piccola chiesa campestre di San Giuseppe. Un tempo intitolata a Sant’Eusebio, è documentata già nella prima parte del XII secolo, di cui sono rappresentative le forme romaniche. Dopo un periodo di totale abbandono, è stata restaurata nella seconda metà del XX secolo.

Chiesa della Beata Vergine di Lourdes

Attigua alle altre due, comunica direttamente con la basilica di San Defendente. Detta anche chiesa delle Congregazioni Femminili, risale all’inizio del XX secolo, progettata dall’architetto Elia Fornoni in stile gotico-lombardo. Possiede una struttura a tre navate con presbiterio poligonale, nonché un buon numero di opere, tra le quali spiccano quelle di Giovan Battista Galizzi ed Andrea Fanti.

Chiesa prepositurale di Santa Maria Assunta e San Giacomo Maggiore

Posta sul lato ad est della piazza, venne edificata nel 1762 da Giovan Battista Caniana, noto architetto romanese. Tuttavia fu completata ed ampliata nei decenni successivi grazie al contributi di architetti del calibro di Giacomo Quarenghi, Francesco Caniana e Simone Elia.

Numerose sono le opere in essa contenute: si va dalle sculture del Moneghini e del Gelpi, ai dipinti di Coriolano Malagavazzo (la Santissima Trinità), Giovan Battista Moroni (la sua celebre ultima cena), Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (l’Immacolata), Mauro Picenardi (L’annunciazione), Giambattista Tiepolo, Francesco Capella e Ponziano Loverini. Tra il 1797 il 1799 su disegno del Quarenghi, Andrea Manni e Gian Giacomo Manni realizzano l’altare maggiore, e nella stessa chiesa nel1808 la balaustra del presbiterio.

Utilizzata come chiesa parrocchiale, presenta un’unica navata comprendente ben nove altari e due sagrestie, da cui si può accedere all’attigua chiesa di San Defendente. Le campane oggi presenti sui campanili sono 12: 10 delle quali intonate nella scala di Sib2 maggiore. Le otto maggiori fuse da Luigi e Giorgio Ottolina diSeregno 1950 e le 4 campane nuove, rispettivamente nelle note di: mi3, si3, do4 e re4 aggiunte dalla Fonderia Allanconi di Bolzone (Ripalta Cremasca) nel 2006. Il campanone in Sib2 maggiore, chiude le distese e i concerti solenni a 10 campane in Sib2 maggiore.

Santuario della Madonna della Fontana

Numerosi sono gli edifici minori degni di nota: il santuario Madonna della Fontana, edificato all’inizio del XVII secolo in tardo-rinascimentale e dotato di una pianta ottagonale. Molto caratteristici sono il campanile in stile barocco, nonché gli stucchi ed i dipinti, tra i quali spiccano quelli di Enea Salmeggia.

Chiesa di San Pietro ai Cappuccini

Chiesa adiacente all’ex orfanotrofio femminile, oramai divenuto un oratorio, realizzata in stile francescano essa è suddivisa in quattro campate che sostengono le travature in legno di copertura.

Altre Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Degne di menzione sono anche altre due piccole chiese, di recente costruzione: la Chiesa S. Lorenzo al Portico, Chiesa di San Michele all’Albarotto e la Chiesa di San Rocco.

Architetture civili

Palazzo della Ragione

Risalente al XIII secolo, venne utilizzato per numerose funzioni a livello amministrativo: fu sede dell’arengo, della Pretura e del tribunale, ed un tempo fu chiamato anche Palazzo della Comunità. Edificato su due piani in stile tardo-gotico, vide succedersi le varie dominazioni, che lasciarono un segno della loro presenza: tra queste ancora oggi spicca il leone di San Marco. All’interno si trovano ampi saloni dotati di affreschi (alcuni andati persi con il tempo) e la Sala delle Capriate, tuttora utilizzata come sala consiliare.

Al di sotto dell’edificio si trova un porticato dove è collocato il banco del pesce, di struttura ottagonale e di probabile origine romana, utilizzato per la vendita di prodotti ittici nei secoli medievali. Proseguendo si trovano i Portici della Misericordia, appartenenti all’omonimo edificio, edificato nel XV secolo in stile gotico per volere diBartolomeo Colleoni. Ad ognuno dei sedici portici corrispondeva un negozio, al termine dei quali si arriva a piazza Fiume, un tempo chiamata Piazza dell’hospitale. Questa struttura, posta alle spalle di piazza Roma e del complesso delle chiese prima descritto, venne a lungo utilizzata come ospedale, e presenta un bel cortile delXVII secolo con archi e colonne.

Palazzo Rubini

Edificato nel 1854 come residenza del famoso tenore romanese Giovanni Battista Rubini, su progetto dell’architetto Pagnoncelli, presenta al proprio interno opere di tutto rispetto, tra cui statue, stucchi e dipinti di grande valore. Lo stile è neoclassico, con un bel giardino ed una piccola corte con porticato.

Nell’edificio in seguito venne istituito il museo intitolato al tenore stesso, nonché una succursale del Liceo Don Lorenzo Milani.

Architetture militari

La rocca

 

Torre del castello

Risalente al termine del XII secolo, può essere considerato uno degli edifici storicamente più interessanti dell’intera zona. In esso si possono notare più sovrapposizioni architettoniche risalenti a differenti periodi, che vanno dal XII al XVIII secolo. A tal riguardo un esempio può venire dalle tre torri, poste ai vertici perimetrali della sezione rettangolare, delimitate esternamente da un profondo fossato ora prosciugato. Una delle torri risalgono al periodo visconteo, un’altra all’epoca comunale, e l’ultima all’epoca della signoria dei Colleoni, in cui il condottiero vi rinchiudeva i prigionieri.

Le mura, alte oltre cinque metri, hanno un singolo ingresso al quale si accede da un ponte in muratura, venuto a sostituire il ponte levatoio originale, a lato dell’ingresso principale è ancora apprezzabile la posterla ora murata. Le mura possiedono una merlatura di stampo ghibellino, a causa del succedersi dei domini tratti di merlatura presentano riadattamenti di stampo guelfo. All’interno si aprono piccole contrade pavimentate in acciottolato (la Corte Grande e la Corte della cancelleria veneta) con numerosi affreschi raffiguranti gli stemmi della Serenissima.

Altre[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Grande

 

Monumento ai caduti

La Piazza Grande, oggi chiamata piazza Roma è da sempre considerata il luogo di maggior importanza nella vita sociale del borgo. In epoca medievale vi si trovavano gli edifici di maggior prestigio (tra cui il Palazzo del Capitano, costruito nel XVI secolodalla famiglia Suardi in cui si può ancora ammirare la sala d’armi), vi si svolgevano le principali attività commerciali, le esecuzioni pubbliche, nonché le principali funzioni religiose, data la presenza delle principali chiese di Romano: la parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Giacomo Maggiore, la chiesa di San Defendente e quella di Santa Maria di Lourdes (edificata in epoca più recente), attigue l’una all’altra.

Popolazione Residente
20.319 (M 10.246, F 10.073)
Densità per Kmq: 1.127,0
Superficie: 18,03 Kmq
Codici
CAP 24058
Telefonico Prefisso 0363
Codice Istat 016183
Codice Catastale H509
Informazioni
Denominazione Abitanti romanesi
Santo Patrono San Defendente
Festa Patronale 14 settembre
Giorno di Mercato Settimanale giovedì mattina
Etimologia (origine del nome)
Dal latino Romanus, inteso come nome di persona o di popolo. La specifica si riferisce alla sua collocazione geografica.
Il Comune di Romano di Lombardia fa parte di:
 Parco del Serio
 
Comuni Confinanti
BarianoCologno al SerioCortenuovaCovoFara Olivana con SolaFornovo San GiovanniMartinengoMorengo
Stazioni Ferroviarie
Stazione Indirizzo Gestore Categoria
Romano Piazza Stazione, 6 RFI (FS) silver
Musei nel Comune di Romano di Lombardia
 Museo di Giovan Battista Rubini
 Collezione “Memorie della Comunità”
 Museo di arte Sacra
Ville e Palazzi
 Palazzo della Comunità
Chiese e altri edifici religiosi romanesi
 Santuario della Madonna della Fontana
 Chiesetta di San Defendino
 Chiesa parrocchiale dell’Assunta, settecentesca
 Basilica di San Defendente

MERCATO SETTIMANALE

Romano di Lombardia Piazza Fiume giovedi 135 Banchi

Numeri utili GENERALI

Carabinieri

112

Polizia Stradale

035.276.300

Polizia di Stato

113

Polizia Locale (centrale operativa) 

035.399.559

Vigili del Fuoco

115

Protezione Civile

035.399.399

Guardia di Finanza

117

Chiamata urgente su n° occupato 

4197

Corpo Forestale

1515

Pronto intervento ASM

800.014.929

Emergenza Sanitaria

118

Guasti fognature, acqua e gas   

035.216.162

Guardia medica

035.455.51.11

Enel (guasti luce) 

803.500

ATB     

035.236.026

Radio Taxi       

035.451.90.90

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