Comune di Suisio – Informazioni Paese e Turismo

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ORIGINI DI SUISIO

Si sa per certo che i primi insediamenti stabili si verificarono in epoca romana, quando i conquistatori vi istituirono unvicus inserito nella circoscrizione territoriale denominata “Pagus Fortunensis”.

In quel periodo storico il borgo, così come l’intera zona dell’isola, fu interessato da notevoli flussi commerciali e militari, che diedero il via ad un’importante opera di centuriazione. A tal riguardo sono state rinvenute due are sacre, dedicate alla divinità Giunone ed a Priago.

Con il termine dell’impero romano Suisio fu soggetto alle incursioni barbariche, che portarono anni di saccheggi e terrore tra la popolazione.

Nel VI secolo la situazione politica si stabilizzò grazie all’arrivo dei Longobardi, la cui presenza tuttavia non è testimoniata da alcun ritrovamento.

Successivamente sul territorio irruppero i Franchi, i quali istituirono il Sacro Romano Impero e diedero vita al feudalesimo. Ed è a questo periodo che risalgono i primi documenti scritti che attestano l’esistenza del paese: nell’877 si menziona il toponimo di Suisio, a cui tuttavia non è ancora stata data un’esatta origine etimologica. Quest’incertezza è data anche dalle differenti trascrizioni del nome, apparso nell’879 come Sevisio, un anno più tardi come Sevixio e successivamente come Sovizio.

I terreni vennero inizialmente dati in gestione al vescovo di Bergamo e posti sotto la tutela della Pieve di Terno, poi infeudati a tale Lanfranco, nobile proprietario di molti terreni, i cui discendenti acquisirono il titolo di avvocati del Vescovo.

Nel corso del XII secolo Suisio definì i propri confini territoriali e si proclamò comune, cominciando a gravitare nell’orbita della città di Bergamo.

Ebbe inizio un periodo di profonda instabilità, causata dalle numerose battaglie tra guelfi e ghibellini prima, e tra gli eserciti dei milanesi e veneziani poi, volte ad ottenere il predominio su questa zona da sempre situata ai margini territoriali delle varie entità politiche. Sorsero quindi numerose fortificazioni, torri e mura, tra cui un castello, menzionato in documenti risalenti alla fine del X secolo.

La situazione politica si stabilizzò nel 1428 con l’annessione di Bottanuco alla Repubblica di Venezia, che infeudò parte dei terreni del paese alla famiglia del condottiero Bartolomeo Colleoni. La Serenissima inoltre cercò di migliorare la condizione sociale ed economica della popolazione, fino ad allora messa a dura prova dalle lotte, da carestie e dalle pestilenze, tanto che l’isola venne definita “il triangolo della fame”.

In tal senso molto chiara è la descrizione in un documento del tempo:

« Qui non vi sono trafichi né mercantie, le persone sono povere lavoradori da terre et bracenti, quali non raccogliono a pena grani per il loro vivere; et questi non hanno alcun privileggio ma sottoposti a tutte le gravezze et a datii… »

Nel 1509 si verificò un’incursione compiuta dalle truppe francesi che, comandate da Carlo d’Amboise, saccheggiarono il borgo e lo misero a ferro e fuoco.

Ai veneziani subentrò nel 1797 la Repubblica Cisalpina, subito sostituita nel 1815 però dagli austriaci, che la inserirono nel Regno Lombardo-Veneto.

Con l’unità d’Italia, avvenuta nel 1859, avvenne un primo ma deciso processo di industrializzazione, che permise un notevole miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti.

ITINERARI DI SUISIO:

L’edificio che maggiormente caratterizza il territorio è la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea. Edificata nel corso delXVIII secolo, è considerata uno dei migliori esempi architettonici di quel periodo nell’intera provincia. Possiede linee agili ed una struttura con pianta a croce latina, con al proprio interno un buon numero di opere, tra le quali spiccano i dipinti diFrancesco Capella, Francesco Zucco, Federico Ferrari e di Giovanbattista Riva, le statue di Luigi Carrara ed il crocefisso di Gaetano Peverada.

La tradizione tramanda che questa chiesa venne edificata per volere dei capifamiglia locali, al fine di redimere le contese tra gli abitanti delle varie contrade che si arrogavano il diritto di chiamare parrocchiale la loro chiesa.

Sempre in ambito religioso meritano menzione la secentesca cappella di San Floriano, edificata in pietra e dalle piccole dimensioni, la chiesa dell’Annunciazione di Maria Vergine, con opere pittoriche di buon pregio e la chiesa di San Lorenzo, risalente ad un periodo compreso tra il XVI ed il XVII secolo. All’interno fanno bella mostra di sé dipinti di tutto rispetto, tra i quali spiccano quelli del Cignaroli e di Carlo Ceresa.

Suisio Piazza Martiri di Via Fani giovedi 14 Banchi

 

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