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CENNI STORICI:

I ritrovamenti più antichi rinvenuti sul territorio nembrese sono importanti reperti archeologici di cuspidi litiche, risalenti al Paleolitico, ora custodite presso il Museo di Scienze Naturali di Bergamo.

I primi insediamenti umani risalirebbero invece al periodo delle invasioni galliche, databili attorno al V secolo a.C., come si evince dall’origine del toponimo che sarebbe da ricondurre alla voce celtica nembren, che significa altura, toponimo riscontrato in altre località della zona. Meno attendibili sono invece le teorie che collegherebbero il nome a Nemus, che significa bosco, oppure a nimbula (dal latino nube).

Il primo documento che attesta l’esistenza del borgo è databile all’anno 800 (un testamento di Lupone ed Ansperto, due sacerdoti del luogo), ma alcuni ritrovamenti certificano che i territori comunali furono abitati già in epoca romana: nei pressi del torrente Carso infatti vennero rinvenute, nel 1971, monete romane databili attorno alIII secolo.

Inoltre sono state ritrovate tre iscrizioni funerarie risalenti alla conquista dell’impero romano: la prima è una stele funerario con busto di tale Lucio Celio Corneliano, la seconda è un’iscrizione sepolcrale di tale Mogizione, mentre la terza è un’epigrafe di Balbio Rufo, della tribù Palatina.

In quell’epoca Nembro fu al centro di una prima urbanizzazione e cominciò ad assumere un ruolo di notevole importanza nel panorama della provincia romana della Gallia Cisalpina grazie all’estrazione, unica sul suolo italiano, di pietre coti, utilizzate per affilare coltelli ed altri utensili da taglio. Quest’attività, inizialmente demandata agli schiavi, permise al paese di ergersi ad importante stazione militare.

Il territorio di Nembro si compone di numerose frazioni e quartieri che presentano caratteristiche molto differenti tra loro. Nel fondovalle lungo l’asta del fiume Serio, il primo nucleo che si incontra provenendo da Bergamo è quello di Viana che, posta nei pressi del confine con Alzano Lombardo, è anche la frazione con il maggior numero di abitanti, frutto di un recente sviluppo edilizio. Poco discosto si trova il quartiere di San Nicola, che si sviluppa a ridosso del capoluogo e forma con esso una soluzione edificata ininterrotta.

 

Il quartiere di san Faustino

A Nord del capoluogo, al di là del fiume Carso si trovano i quartieri di San Faustino, posto nella parte più alta a monte della strada SP 35, e quello denominato Crespi, sorto, come sopra accennato, nella zona prossima al fiume Serio attorno all’omonima industria tessile con interventi di edilizia popolare a partire dalla fine del XIX secolo.

Sull’opposto versante orografico della valle, denominato “oltreserio”, si trova la frazione di Gavarno, sita nella valle Gavarnia dove scorre l’omonimo torrente.

Infine vi sono le cosiddette frazioni montane, che possono essere raggiunte tramite la strada SP36 che reca a Selvino. Salendo, la prima che si incontra è Trevasco, che si sviluppa nella valle del Carso ed è suddiviso in due nuclei denominati “Trevasco San Vito” e “Trevasco Santissima Trinità”, posti sui due versanti della stessa valle. In quest’ultima località si trova la chiesetta dedicata alla Santissima Trinità del XV secolo con un’importante pala di altare del XVII secolo attribuita a Palma il Giovane, nonché un dipinto della Madonna realizzato dall’artista Enea Salmeggia. Degno di nota è anche l’altare maggiore in legno intagliato e dorato a oro zecchino con la mensa in marmo in marmi policromi del XVIII secolo.

Poco distante, su una terrazza naturale sulle pendici del monte Valtrosa (o Valtrusa) e con notevole vista sulla pianura bergamasca, si trova Lonno, mentre più in alto, ad una quota di oltre 1.000 m s.l.m. è collocato Salmezza, piccolo nucleo che mantiene intatte le caratteristiche di borgo alpino e che diede i natali ad Enea Salmeggia, detto il Talpino.

DA VISITARE:

Il più importante edificio religioso presente sul territorio comunale è indubbiamente il Duomo dedicato San Martino vescovo di Tours. Edificato nel 1424 ma completamente modificato fra 1752 e il 1777 dall’architetto Luca Lucchini di Certenago, risulta essere la chiesa più grande della diocesi di Bergamo. Di struttura imponente, presenta una facciata con due cornicioni orizzontali e suddivisa in tre ordini. Nel principale è collocato il portale d’ingresso con ai lati, in quattro nicchie, le statue dei santi Fulgenzio, Agostino, Simpliciano e Tommaso da Villanova. Nel secondo ordine si trovano due nicchie laterali raffiguranti i santi Nicola da Tolentino e Giuliano, con quelle di sante Monica e Chiara poste sul cornicione in posizione più esterna, mentre il terzo è costituito da un timpano a forma triangolare sopra cui è collocata una croce.

All’interno presenta numerose opere d’arte, che testimoniano l’importanza che la chiesa ha ricoperto nei secoli passati: la più antica pare essere una tavola, databile alla fine del XV secolo e proveniente dall’antica Chiesa Plebana, dipinta ad olio all’altare di San Bonifacio raffigurante Cristo risorto fra Santi, opera dei pittori Zamaris di Chiari. Di grande rilevanza artistica sono il ciclo pittorico di ben venticinque opere eseguite da Enea Salmeggia, i dipinti raffiguranti la Sacra famiglia di Ponziano Loverini, ilConvito di Baldassarre e Mosè fa zampillare l’acqua dalla roccia di Antonio Cifrondi, la Madonna col Bambino, angeli e santi diGiovanni Raggi, la Pietà di Mauro Picenardi ed una serie di dipinti di Vincenzo Angelo Orelli e del padre Giuseppe, tra cui ilPadre Eterno in Gloria, il Sacrificio di Mosè, il Sacrificio di Melchisedec, il Sacrificio di Abramo ed il Sacrificio di Gedeone. Nella sagrestia è inoltre collocata una Pietà di Carlo Ceresa ed una Madonna col Bambino in trono e i santi Bernardino e Diego diGiacomo Cotta. Altre opere più recenti portano la firma di Marcello Bonomi, Giuliano Volpi, Giovanni Pezzotta e Giuseppe Carnelli.

Interessanti sono pure il Battistero ed una pila dell’acqua lustrale in marmi policromi, datati 1614 e 1616, ed una statua lignea della Pietà di scuola fantoniana.

Le scale, le inferriate e la gradinata di accesso alla grande cripta sono state recuperate dalla antica chiesa plebana del 1424, come pure l’altare in marmi policromi e la balaustra. Infine nel pavimento del presbiterio della cripta sono collocate le tombe degli arcipreti plebani e dei sacerdoti defunti prima dell’anno 1805. Sono da menzionare le decorazioni (1896) e l’affresco “Martirio di San Bonifacio” (1906) realizzati per l’arcipretale ad opera dell’artista nembrese Nicola Savoldi (in collaborazione con il fratello Luigi)

Sempre in ambito religioso, nel centro storico si trova la chiesa di Santa Maria del Borgo. Recentemente sottoposta ad intervento di ripristino, durante il quale sotto il pavimento sono emerse le fondazioni di altre due chiese precedenti anteriori all’anno 1000 con tombe medievali visitabili su richiesta, possiede molti affreschi del XV-XVI secolo ed è dotata di un portale in pietra locale sul cui cuneo che ne chiude la facciata è scolpita la data della costruzione della struttura attuale: 1258.

Poco distante trova posto anche la chiesa trecentesca dedicata alla “Madre della Misericordia” detta di San Sebastiano, con affreschi dei secoli XIV e XV, un grandioso polittico su due livelli con dieci tavole della fine del XV secolo di Gian Giacomo Gavazzi da Poscante con le due tavole dei Santi patroni opera della bottega dei Fratelli Marinoni di Desenzano al Serio. Vi è inoltre un piccolo organo ottavino portativo da sala del ‘600 che a detta della soprintendenza regionale è l’unico strumento superstite di questo tipo.

 

La chiesa di Santa Maria in borgo

Interessante è anche la chiesa di San Nicola da Tolentino, edificata nel 1509 e posta nell’omonimo quartiere, con annesso convento degli Agostinianisoppresso ai tempi della Repubblica Cisalpina nel 1805, ed il Santuario dello Zuccarello. Posto in una posizione dominante sull’intero territorio comunale e luogo di pellegrinaggi popolari, venne edificato in luogo di un antico castello della famiglia dei Vitalba nel 1374. Più volte ampliato nei secoli XVI, XVII e XX, conserva affreschi e dipinti databili attorno al XV-XVII secolo.

Altra chiesa, di piccole dimensioni, che merita menzione è quella di San Pietro in Monte che, posta sul colle omonimo, venne costruita in parte sui muri perimetrali dell’antico castello abbattuto su istanza di San Bernardino da Siena durante la predicazione del quaresimale nell’anno 1415. Intorno alla chiesa sono ancora visibili le trincee a difesa dell’antico fortilizio scavate nella collina.

Molto antica è anche la chiesa di San Faustino, attorno alla quale si è sviluppato l’omonimo quartiere. Citata già in documenti del 1248 come piccola chiesa agreste, rimase per secoli ai margini della vita religiosa nembrese, spesso in stato di semi-abbandono. Acquisì importanza sul finire del XIX secolo, grazie all’importante sviluppo edilizio della zona circostante. Ristrutturata nel 1965, presenta un unico grande ambiente adornato di arredi semplici e moderni.

Popolazione Residente
11.622 (M 5.707, F 5.915)
Densità per Kmq: 763,6
Superficie: 15,22 Kmq
Codici
CAP 24027
Telefonico Prefisso 035
Codice Istat 016144
Codice Catastale F864
Informazioni
Denominazione Abitanti nembresi
Santo Patrono Madonna dello Zuccarello
Festa Patronale 8 agosto
Etimologia (origine del nome)
Deriva dal latino Nemus, -oris, bosco.
Il Comune di Nembro fa parte di:
 Comunità Montana Valle Seriana
 Associazione Rete Italiana Città Sane – OMS
Comuni Confinanti
AlbinoAlguaAlzano LombardoPradalungaScanzorosciateSelvinoVilla di SerioZogno

MERCATO SETTIMANALE

Nembro Via Roma Piazza della Repubblica giovedi 62 Banchi

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Polizia Stradale

035.276.300

Polizia di Stato

113

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035.399.559

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Protezione Civile

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803.500

ATB     

035.236.026

Radio Taxi       

035.451.90.90

Pubblicato in Bassa ValSeriana, Giovedì Mercati Bergamo, MERCATI BERGAMO, PROVINCIA BERGAMO e Valle Seriana

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