Comune di Selvino – Informazioni Paese e Turismo

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CENNI STORICI:

triassico, era ricoperta da un mare tropicale, conosciuto come oceano Tetide, con barriere coralline, lagune e piccole isole. Man mano che le acque cominciarono a ritirarsi, affiorarono le vette e le propaggini dei monti che compongono lePrealpi Orobiche, lasciando numerose tracce delle forme di vita esistenti in quel periodo. Tra le rocce del monte Purito sono difatti presenti ingenti quantità di reperti fossili, testimonianza di quella lontana epoca, tra i quali piccoli animali e conchiglie.

Si presume invece che le prime presenze umane siano riconducibili al periodo compreso tra l’età del bronzo finale e l’età del rame, come testimoniato da ritrovamenti rinvenuti in alcune cavità naturali, nelle quali si svilupparono alcuni tra i primi gruppi sedentari della valle Seriana. Tra queste grotte vi sono quelle conosciute con il nome di Bus de Scabla e Paradiso degli asini che, situate nella valle dell’Albina (nei pressi del confine con Aviatico edAlbino), hanno portato alla luce segni di frequentazioni quali cocci, utensili e sepolture.

I primi insediamenti sul territorio risalgono invece all’epoca romana, quando i nuovi colonizzatori tracciarono sull’altopiano un sentiero utilizzato sia per il trasporto del materiale ferroso cavato nella vicina val Serina, ed in particolare nella zona diDossena, che per il trasferimento degli schiavi utilizzati per l’estrazione. Lungo questa traccia che sale da Albino sono stati rinvenuti, nella grotta denominata Bus della Comar, reperti tra cui monete e suppellettili, riconducibili a quel periodo.

Dal periodo romano fino a quello alto-medievale, l’altopiano di Selvino fu coperto da una fitta boscaglia, costituita prevalentemente da faggi: da ciò dovrebbe derivare l’etimo, che prenderebbe appunto origine da silva (selva, foresta o fitto bosco), da cui il diminutivo Selvina[4].

A suffragare tale tesi vi sono numerose leggende e tradizioni, tutte imperniate sull’importanza del faggio tra la popolazione, tra le quali vi sono quelle che identificano come la fasa (ovvero il frutto del faggio) come uno degli alimenti principe degli abitanti nei secoli scorsi, nonché sull’usanza dei ragazzi di sfidarsi tra le alte frasche di questi alberi.

Con l’arrivo dei Franchi, avvenuto verso la fine dell’VIII secolo, il territorio venne sottoposto al sistema feudale. A tal riguardo nel 973, mediante un atto redatto dall’imperatore Ottone II di Sassonia, la zona, al pari di gran parte della valle, venne infeudato al vescovo di Bergamo.

Questo, proprietario di estese aree, favorì il disboscamento e, conseguentemente, incentivò lo sviluppo dell’allevamento di mandrie di bestiame. I pastori al seguito delle bestie si insediarono in baite e stalle, andando a costituire i primi nuclei abitativi stabili. A quel periodo è riconducibile il primo documento scritto che attesta l’esistenza del paese: è del 955 la pergamena, custodita presso l’archivio capitolare di Bergamo, che attesta una vendita effettuata da Arimondo di Selvino.

Questo atto esclude di conseguenza la teoria, perorata dallo studioso Celestino Colleoni e ripresa da poi da Giovanni Maironi da Ponte, secondo la quale il nome del paese dovesse derivare dal suo fondatore, tale Salvino de’ Grittis, (detto Griggis). Questi, residente nei borghi della città di Bergamo, scelse di rifugiarsi sui monti limitrofi al fine di sfuggire alle “discordie civili” presenti nella città, proprio durante il regno dell’imperatore Ottone II (reggente dell’impero dal 973 al 983), circa due decenni dopo l’atto in cui comparve per la prima volta il nome di Selvino. In ogni caso Salvino de’ Grittis, di nobile estrazione, vi si trasferì con la famiglia e vi edificò un edificio fortificato con le parvenze di un castello sulle pendici del monte Podona, attorno a cui si svilupparono altre abitazione che andarono a creare il primo vero e proprio nucleo abitativo di una certa consistenza.

Le origini di Salvino Gritti gli garantirono, al pari dei suoi discendenti, l’appartenenza alla città di Bergamo, come riconosciuto in un rogito del 1195, redatto dal magistrato Zilius de Curtenova. Ben presto il privilegio fu esteso a tutti i nati e residenti del borgo, rendendo Selvino a tutti gli effetti un possedimento della città.

Non tutti gli abitanti però furono soddisfatti di questa loro nuova condizione, tanto che alcuni di loro, negli anni compresi tra il 1173 ed il 1175, decisero di emigrare nel vicino borgo di Aviatico, non accettando la delibera secondo la quale il loro paese sarebbe stato incluso nel Borgo di Sant’Andrea.

 

Vista di Selvino tra il XIX ed il XX secolo

La volontà della città di controllare direttamente la zona era comprensibile vista l’importanza che questa andava assumendo. Sul territorio transitava difatti la cosiddetta via Mercatorum che, utilizzando anche i sentieri di origine romana, permetteva il passaggio di persone e merci dirette da Bergamo verso la val Brembana, in quei tempi difficilmente raggiungibile utilizzando gli impervi sentieri del fondovalle brembano.

Questa strada lastricata, che ebbe il suo massimo splendore nei secoli compresi tra il XII ed il XVI secolo, si sviluppava dalla città di Bergamo verso la bassa val Seriana dove, tra Alzano ed Albino, saliva utilizzando differenti vie alternative (da Monte di Nese e Salmeggia, da Lonno o da Albino) che si riunivano tutte presso l’altipiano di Selvino, da cui poi si giungeva ad Aviatico, per scendere verso Trafficanti (frazione di Costa Serina), ed infineSerina.

Sul finire dell’epoca medievale anche sull’altopiano si verificarono diatribe tra le fazioni guelfa e ghibellina per la quale era schierata la maggior parte degli abitanti di Selvino. Il livello di recrudescenza raggiunse l’apice il 26 maggio 1344, quando i reggenti del paese cercarono di sopraffare quelli di Aviatico. Ne seguì una cruenta battaglia in cui vennero distrutte abitazioni ed uccise numerose persone, tra cui Antonio Cantulus, capo della comunità di Aviatico. Il luogo dove si svolsero gli eventi prese il nome da quella stessa persona, tanto che ancora oggi la località, posta tra i due comuni, è nota con il nome Cantul.

Alla definitiva pacificazione si arrivò pochi anni più tardi grazie all’avvento della Repubblica di Venezia, avvenuta formalmente nel 1428, che diede il via ad un periodo di tranquillità in cui l’intera zona riprese a prosperare, anche grazie alla diminuzione della pressione fiscale ed alla maggiore autonomia. Vi fu nuovo impulso per l’agricoltura e l’allevamento, che garantì un ulteriore sviluppo dei commerci della lana prodotta con le zone dei fondovalle. In tutti i documenti del tempo, il territorio di pertinenza della città era limitato solamente al centro abitato, mentre le zone limitrofe erano indicate come appartenenti ora al comune di Nembro (statuti del XIV e delXVI secolo), ora a quello di Costa Serina (relazione del 1596 del capitano della Serenissima Giovanni Da Lezze). Soltanto negli ultimi anni della dominazione veneta, indicativamente nel 1766, il paese si emancipò dal capoluogo orobico ergendosi a comune autonomo. In quegli anni sull’altipiano vennero censiti 330 abitanti che vivevano di pastorizia ed agricoltura, quest’ultima pratica ulteriormente favorita dall’introduzione, suggerita da uno svizzero, della coltura della patata, molto prima che questa venisse applicata su vasta scala.

I decenni compresi tra la fine del XVIII secolo e la metà del XIX videro alternarsi la dominazione francese della napoleonica Repubblica Cisalpina a quella austriaca delRegno Lombardo-Veneto ed infine il Regno d’Italia, senza che si verificassero situazioni di rilievo, nemmeno in ambito amministrativo, con i confini che rimasero immutati fino ai giorni nostri.

 

La funivia Albino-Selvino, con la sottostante valle dell’Albina

Soltanto durante il Risorgimento italiano, nel paese si vissero momenti particolari, con i sentimenti patriottici risvegliati dalla presenza di Daniele Piccinini, capitano nella Spedizione dei Mille. Originario del vicino paese di Pradalunga, trascorreva molto tempo nella sua casa di campagna nei pressi del colle del Botto, ospitandovi personaggi qualiBenedetto Cairoli, Vittore Tasca, Luigi Dall’Ovo, Francesco Cucchi e Cesare Abba, che legarono il proprio nome alle vicende che portarono all’indipendenza dell’Italia.

Al termine della seconda guerra mondiale, Selvino balzò agli onori delle cronache per aver ospitato, presso l’ex colonia fascista denominata Sciesopoli[5], circa ottocento bambini ebrei sopravvissuti agli orrori dei campi di sterminio nazisti, in attesa che venissero indirizzati nella costituenda nazione di Israele. Questa esperienza, raccontata in un libro di Aharon Megged, Il viaggio verso la Terra Promessa. La storia dei bambini di Selvino, ha portato Selvino a gemellarsi nel 1996, a cinquant’anni da quegli eventi, con il kibbutz di Tzeelim, fondato da un gruppo di quei bambini.

In tempi recenti, in particolar modo nella seconda metà del XX secolo, il paese ha conosciuto un notevole sviluppo edilizio dovuto ad un boom del turismo, che ha portato Selvino ad essere una delle stazioni climatiche più affollate delleOrobie. A tal riguardo, è stata determinante la costruzione della funivia per Albino, inaugurata nel 1958.

Numerose sono le iniziative volte all’incremento del turismo stesso, sia durante il periodo estivo che in quello invernale, che tendono a valorizzare il territorio comunale, ricco di itinerari naturalistici, ma anche di un centro con numerosi hotel, ristoranti e negozi.

Questa condizione ha garantito a Selvino, in controtendenza rispetto alla quasi totalità dei borghi montani, di aumentare costantemente nel corso dei decenni il proprio numero di residenti.

ITINERARI DI SELVINO

In ambito artistico ed architettonico il luogo più importante è il Santuario della Madonna di Perello. Posto sulle pendici dell’omonimo monte, sulla strada che da Selvino porta alla Valle Serina, pur appartenendo amministrativamente al territorio diAlgua, è da sempre considerato il principale edificio di culto della zona.

Anticamente denominato Oratorio della Beata Vergine Maria ed Elisabetta nel Bosco del Perello e collocato in mezzo ai boschi, fu edificato nel XVI secolo in un luogo in cui la leggenda vuole che ad un contadino locale apparve per quattro volte la Madonna (o Santa Elisabetta) chiedendo la costruzione di una chiesa.

La struttura è costituita da tre chiese quasi sovrapposte, un campanile e locali per ospitare i pellegrini. All’interno si trovanoaffreschi del XVI secolo.

Sempre in ambito religioso merita menzione anche la chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Filippo e Giacomo. Edificata nel corso del XVIII secolo e poi rifatta nei primi decenni del XX secolo, presenta interessanti opere pittoriche databili tra il XVIed ilXVIII secolo, con un’interessante croce in rame argentato quattrocentesca.

Degne di nota sono anche la chiesa santa Maria della Salute, di recente costruzione, ed il Santuario della Madonna della Neve.

Selvino è noto anche per via dei numerosi cristalli di quarzo presenti sul territorio, rinvenibili nello strato roccioso risalente all’età quaternaria che ricopre le rocce mesozoiche (principalmente Dolomia Principale e Calcari marnosi), descritti anche dagli storici Celestino Colleoni[6], Mario Muzio[7] e Giovanni Maironi da Ponte[8].

Storicamente rilevanti sono anche la villa Piccinini, dove soggiornò il garibaldino Daniele, attualmente adibita a caffetteria, e la villa Ardiani. In quest’ultima operò il celebre artista Giacomo Manzù che, negli anni 1932 e 1933, vi dipinse numerosi temi quali la Mitologia, il Teatro, la Filosofia, la Musica, la Poesia, la Pittura, la Bellezza, l’Amore, la Maternità, i Frutti della terra ed il Mondo pastorale. Questi affreschi, sul finire del XX secolo, furono prima restaurati e poi traslati nella collezione della famiglia Ardiani, presso Milano.

Vi sono anche il Parco Roccolino e la pineta di Via Elvezia.

Popolazione Residente
2.042 (M 1.023, F 1.019)
Densità per Kmq: 317,6
Superficie: 6,43 Kmq
Codici
CAP 24020
Telefonico Prefisso 035
Codice Istat 016197
Codice Catastale I597
Informazioni
Denominazione Abitanti selvinesi
Santo Patrono SS. Filippo e Giacomo
Festa Patronale 3 maggio
Etimologia (origine del nome)
Corrisponde a Salvino. Deriva dal nome di un signorotto locale che nel X secolo si stabilì in questo paese e vi costruì un castello, Salvino Gritti o Grigis.
Il Comune di Selvino fa parte di:
 Comunità Montana Valle Seriana
Comuni Confinanti
AlbinoAlguaAviaticoNembro
Chiese e altri edifici religiosi selvinesi
 Santuario della Beata Vergine del Perello

MERCATO SETTIMANALE

Selvino Via Vulcano giovedì (dal 19/06
al 04/09)
54 Banchi

NUMERI UTILI

MUNICIPIO DI SELVINO

Corso Milano, 19 24020 Selvino (BG)

Tel. 035/765911 – Fax 035/765936

 Orari di apertura

da Lunedì a Venerdì : 9.00/12.15

Lunedì pomeriggio: 15.00/17.00

 

MUNICIPIO DI AVIATICO

P.zza Papa Giovanni XXIII  – Aviatico Nuova Sede

Tel. 035/763250 – Fax. 035/765145

Orari di apertura

da Lunedì a Venerdì. 9.30/12.30

Martedì : 14.30/16.30

 

UFFICIO TURISTICO

Corso Milano, 19  – 24020 – Selvino (BG)

Tel. 035/765959 – Fax. 035/765928

Orari di apertura

da Lunedi a Sabato 9.00/12.30 – 15.00/18.00

Domenica 10.00/12.30 – 15.00/18.00

 

A.M.I.A.S. Servizi s.r.l.

  • Uffici – Tel. 035/763524

Corso Milano, 19 c/o Municipio di Selvino

  • Guasti. Tel. 035//763163 – Tel. 348/0168457

Tel. 348/0168458 – Tel. 348/0168459

 

BIBLIOTECA INTERCOMUNALE

Selvino – Aviatico

Tel. e Fax. 035/764072

Via Cardellino, 1 Selvino

Orari di apertura.

Domenica, Lunedì e festivi.  CHIUSO

Martedì. 9.00/12.00 – 14.00/18.00

Mercoledì. 14.00/18.00

Giovedi. 14.00/18.00

Venerdì. 14.00/18.00

Sabato 14.00/17.00

  • in Agusto anche Giovedi mattina 9.00/12.00

 

 trsporti

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Bergamo – Tel. 035/289000

 

taxi e fotografo

Deliberi Ermenegildo  – Tel 035/764059

Corso Milano, 49 Selvino

 

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  • Aeroporto di Orio al Serio

Tel. 035/326111 (Centralino)

  • Areporto di Linate/Malpensa

Tel. 02/74852200 (informazioni)

 

Funivia

Stazione di Selvino Tel. 035/763220

Stazione di Albino Tel. 035/751408

 

 

salute

A.S.L. di ALBINO  – Tel. 035/759611

AMBULANZA 118 –  volontari dell’altipiano

 

guardia medica

Corso Milano, 19 Selvino

Tel. 035/763777

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farmacia

Via Monte Rosa, 34 Selvino

Tel. 035/763051

 

ospedali

Alzano Lombardo Osp. Pesenti Fenaroli

Tel. 035/3064111

Gazzaniga ospedale Briolini

Tel. 035/3065111

Seriate Ospedale Bolognini

Tel. 035/3063111

S. Giovanni Bianco Az  Ospedaliera

Tel. 0345/27111

 

CENTRO ANTIVELENI 800.883.300

 

VETERINARI

selvino –  dott.ssa Elena Caputo

C.so Milano, 25

tel. 035/764015 cell. 349/6760203

Nembro – Dr. Ambrosi – tel. 035/470465

Albino – Dr. Cattaneo Dr. Nava

tel 035/773493

 

parrocchia

Tel. 035/763376

 

ufficio postale

Tel. 035/764186 – Fax. 035/764298

C.so Monte Rosa, 2 Selvino

 

vigili del fuoco 

115

 

antincendio boschivo 

tel. 035/714848

 

guardia forestale

tel. 035/7126115

 

asm servizio gas metano

Tel 035/765102 – via Monte Alben, 19 Selvino

 

enel servizi guasti

800.900.800

 

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113 – Consorzio Valle Seriana

tel 035/4127162 – Fax. 035/470054

 

carabinieri

112

Stazione di Selvino  – Tel. 035/763290

Via Perello ,1 Selvino

Stazione di Albino – Tel. 035/751062

 

soccorso stradale – carroatrezzi

Grigia Mario via P Ama,22 – Selvino

Tel. 035/763503

 

banche 

   
   

B.P.BG – Gruppo BPU Banca

Tel. 035/763021

Credito Bergamasco – Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara

Tel. 035/761486

Comuni Confinanti

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