Comune di Vertova – Informazioni Paese e Turismo Valle Seriana

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CENNI STORICI:

Il comune è interamente situato sulla destra orografica della val Seriana, in corrispondenza della confluenza del torrente Vertova nel fiume Serio, ad un’altezza di compresa tra i 395 m s.l.m. della piana alluvionale ai circa 1.800 delle propaggini del monte Alben.

Amministrativamente è delimitato a Sud-Est dal corso del fiume Serio, che lo divide dal comune di Casnigo, a Sud da Fiorano al Serio mediante il monte Clocca (594 m s.l.m.), mentre a Sud-Ovest ed Ovest il limite territoriale è dato dal corso del torrente Vertova, situato nell’omonima valle, che lo suddivide amministrativamente da Gazzaniga. A Nord-Ovest il confine ricalca lo spartiacque orografico che va al monte Suchello al monte Secretondo (propaggine del monte Alben), tra le valli Seriana e Brembana, divisione naturale con il comune di Cornalba. A Nord e Nord-Est è invece il crinale che scende dall’Alben fino al monte Cavlera a delimitare territorialmente Vertova prima con la val del Riso ed il municipio diOneta, e nel suo tratto finale con Colzate, con cui divide anche parte del fondovalle.

La gran parte della popolazione risiede nel nucleo abitativo posto nel fondovalle lungo l’asta del fiume Serio che, per via dell’espansione edilizia avvenuta nella seconda parte del XX secolo, risulta essere ormai fuso con soluzione di continuità con i limitrofi paesi, in quella che viene ormai definita come una città allungata che si protrae da Bergamo fino a Colzate, includendo anche la frazione di Semonte, posta a Sud del capoluogo.

 

ITINERARI DI VERTOVA:

Chiesa parrocchiale di santa Maria Assunta

 

La chiesa parrocchiale vista da Sud

Il più importante edificio in ambito religioso è indubbiamente la chiesa parrocchiale, dedicata a santa Maria Assunta. Questa è posta in posizione dominante sul centro storico, nella parte più antica del borgo dove in epoca alto-medievale era posto un castello (del quale è ancora visibile parte della torre, ora utilizzata come campanile, con le finestre a bifore), ed affonda le sue origini nel XIII secolo, come testimoniato da alcuni documenti del 1235.

Secondo la tradizione tuttavia la data di costruzione sarebbe da anticipare attorno all’XI secolo, con la chiesa edificata in luogo di un antico tempio pagano, dedicato al dio Vertumno.

Inizialmente era intitolata a santa Maria Cirialis (ovvero santa Maria celeste e gloriosa) ed aveva dimensioni alquanto ridotte, circa venti metri di lunghezza ed otto di larghezza, con una sola navata, ed era considerata sussidiaria della chiesa di san Giorgio presso Fiorano. L’autonomia religiosa arrivò nel 1710, quando il cardinale Pietro Priuli la elevò a parrocchiale in seguito ai lavori di ristrutturazione che, iniziati nel 1688 e terminati quell’anno su progetto di Giovanni Battista Quadrio, le diedero le dimensioni attuali.

La struttura, nonostante altre ristrutturazioni in tempi più recenti, ha mantenuto l’impostazione settecentesca fino ai giorni nostri: presenta un portico esterno sui due lati occidentale e meridionale, con una grande navata centrale raccordata alle cappelle degli altari laterali mediante due piccole navate laterali.

L’interno è in stile barocco, con numerose decorazioni in stucco dorato, e ben nove altari. Il principale di questi è il neoclassico altare maggiore dedicato a santa Maria Assunta, che presenta una pala dipinta da Domenico Carpinoni, il coro eseguito dalla bottega dei Caniana, delle cariatidi di Andrea Fantoni, medaglie in terracotta di Donato Bianchi e sculture bronzee del Siccardi. Gli altari minori sono invece disposti in egual misura sui due lati: il primo a sinistra, intitolato alla Madonna del Rosario, è stato disegnato da Giovan Battista Caniana e realizzato dalla Bottega di Bartolomeo Manni e comprende anche il pulpito ed un paliotto di Andrea Fantoni. Di quest’ultimo artista sono anche sia il crocifisso che la statua del Cristo Risorto, appartenenti al secondo altare sinistro, detto appunto del Crocifisso, mentre il terzo ed il quarto sono dedicati rispettivamente a sant’Orsola e san Luigi. Sul lato opposto vi sono gli altari di san Mauro, con il dipinto “Vergine con i santi Patrizio, Giovanni Battista e Marco” di Enea Salmeggia, dell’Addolorata, in cui si trova una “Pietà” un tempo erroneamente attribuita al Tintoretto e poi a Palma il Giovane, dei Morti, con una pala d’altare di Giuseppe Brina, e di sant’Antonio, in cui sono custodite le reliquie dei santi Callisto, Silverio, Lucio e Vincenzo.

Tra le altre opere d’arte sono da segnalare la tela “san Marco, san Giacomo e san Patrizio con la Madonna con Bambino” di Giovanni Gallo, la “Discesa dello Spirito Santo” di Ludovico Dorigny, posta nel presbiterio, l’”Ultima cena” di Gregorio Lazzarini, il “Suffragio” di Vincenzo Angelo Orelli, “I due ciechi” di Carlo Bellosio, la“Natività” di Giovanni Carobbio, il “Cristo alla colonna” di Antonio Cifrondi, ”Incontro di Cristo con Maria”, “Adorazione dei pastori”, “Adorazione dei magi”, “flagellazione di Cristo” di scuola lombarda del settecento, “Incoronazione di spine” di Pietro Ronzelli , “San Pietro che guarisce lo storpio” di scuola veneta.

Altre chiese

 

La chiesa di san Lorenzo

Oltre alla parrocchiale numerosi sono gli edifici di culto presenti sul territorio.

In primo luogo la chiesa di Nostra Signora di Lourdes, edificata all’inizio del XX secolo a ridosso della parrocchiale al punto di condividerne il sagrato in direzione Nord. Il corpo dell’edificio principale risulta essere leggermente rialzato rispetto alla parrocchiale, ed è raggiungibile mediante due scalinate curve. La facciata è suddivisa da quattro lesene sormontate da un timpano, mentre l’interno è costituito da un corpo a navata singola. Sul fondo il piccolo presbiterio è diviso in due dalla ricostruzione della grotta di Lourdes, costruita in gesso colorato, entro la quale si trova anche l’altare.

 

La chiesa parrocchiale di Semonte

Nella parte più bassa del paese, in località Plazzoli, si trova invece la chiesa di san Rocco, risalente alla prima parte del XVI secolo. In principio poco più grande di una cappelletta votiva, in seguito all’ondata di peste del 1630 venne ampliata fino a diventare un vero e proprio luogo di culto dedicato al santo protettore dei contagiati, assumendo una struttura a pianta circolare in stile tardo-rinascimentale. All’interno sono custoditi affreschi secenteschi ed un quadro d’altare raffigurante la “Madonna con i santi Rocco, Antonio, Giuseppe, Fabiano e Sebastiano”, opera di Giovanni Carobbio.

Presso la contrada di san Lorenzo (un tempo chiamata con il nome di Nunglaqua) a fianco del torrente Vertova, si trova l’omonima chiesa, la cui presenza è documentata già nel XIV secolo. Dotata di struttura rettangolare, possiede un’abside quattrocentesca, coeva degli affreschi di san Domenico e san Francesco (restaurati nel 1941) ed una navata secentesca.

A completare il novero delle chiese del paese vi sono anche l’oratorio di santa Croce, piccola struttura a pianta circolare in stile classico, posto all’estremità meridionale del centro storico, a fianco della vecchia provinciale, e la chiesa di sant’Angela Merici, situata in via cardinal Gusmini.

Nella frazione di Semonte, al limite occidentale del borgo antico, è inoltre presente la chiesa parrocchiale di san Bernardino. Risalente al XVI secolo, è sempre stata inclusa negli ambiti religiosi di Fiorano al Serio, ma sovente rivendicata da Vertova, tanto da scatenare litigi tra le autorità religiose dei due paesi confinanti, fino ad essere elevata a parrocchia autonoma nel 1911. La facciata esterna è lineare e piatta, mentre all’interno la struttura a navata singola è scandita da quattro campate e dotata di tre altari, opera della Bottega di Bartolomeo Manni. Altre opere di rilievo sono il coro in legno ed un medaglione in marmo raffigurante la “Madonna, san Bernardino ed il Diavolo”, eseguite dalla bottega di Andrea Fantoni, un organo del 1743 di Gian Antonio Bossi e due tele di Antonio Cifrondi, tra cui l’Assunta.

Infine in località Cavlera, posta sull’omonimo monte che svetta sull’abitato, si trova la piccola chiesetta dell’Immacolata Concezione, risalente alla prima parte del XVIII secolo.

Architetture civili

 

Scorcio tipico del centro storico

In ambito civile di grande rilievo è il nucleo originario del paese, corrispondente all’attuale centro storico. Questo, posto nel tratto finale del torrente Vertova sul lato orografico sinistro dello stesso, ha una struttura primitiva risalente al XII secolo, periodo in cui era totalmente inscritto in una cinta muraria con quattro porte di accesso ad ognuno dei punti cardinali.

Lo stesso è sempre stato suddiviso in tre contrade: Druda, Bernazio e Nunglaqua. Nella parte più elevata del borgo, nella contrada Druda, era situato il castello, poi sostituito dall’attuale chiesa parrocchiale, ma ancora presente nella toponomastica. Difatti l’attuale piazza Castello risulta essere il centro di questo borgo medievale, dove si trovano sia la casa-torre, che nel XIII secolo era sede del comune e che presenta una muratura in pietra a vista nonché volte a botte e a crociera nei sotterranei, sia numerose costruzioni rurali tipiche di quel periodo. Queste sono caratterizzate da una chiusura esterna ed un’apertura verso l’interno in cui si trovano porticati e cortili con orti in cui gli agricoltori svolgevano parte delle loro mansioni.

Molto caratteristici sono anche gli attigui stretti vicoli, che trovano un valido esempio nell’attuale via Morandi, conosciuta anche come “Antica strada del Cantone” (tanto che in dialetto è ancora chiamata “I Cantù”), che ha un particolare andamento spezzettato ad angoli retti. In via Lorenzoni si trova invece la Torre Colombera, antica fortificazione ora adibita ad uso residenziale, disposta su quattro piani con pianta quadrata, con una struttura rustica con colonne ed archi in mattoni, nonché antichi affreschi profani che versano però in cattivo stato di conservazione. Omonima alla torre è la casa, situata in via Scalarola presso l’entrata Nord del borgo, recentemente ristrutturata secondo le caratteristiche originali del XVI secolo, periodo nel quale era una struttura fortificata.

 

L’ex convento dei Cappuccini, ora biblioteca comunale

Interessanti sono numerosi altri esempi di abitazione cinquecentesca, con porticati, archi, colonne e loggiati, presenti in via San Carlo, nel vicolo Inondacqua ed in via Santa Caterina. Altre invece furono importanti per la crescita dell’artigianato, dal momento che nei loro cortili si svilupparono attività legate alla lavorazione dei metalli, come la casa Guerini-Casale (detta dei Maresciai), ed alla tessitura dei panni lana, come Casa Balini, Casa Mistri, Casa Paganessi eCasa Gualdo. In queste ultime due, entrambe situate in via Albertoni, sono inoltre presenti affreschi di pregio. Ai limiti meridionali del borgo si trova la Casa della Soppressa, un edificio con pianta a forma di U e dotata di arcate, barriere in legno e volte a crociera ed a botte. Edificata nel XV secolo, era il luogo in cui avveniva la stiratura dei panni di lana prodotti nel paese.

Anche nella vicina frazione di Semonte sono presenti edifici storici rilevanti, concentrati nella zona centrale corrispondente all’attuale piazza Leone XIII, detta La Plaza, tra cui una casa-torre ed alcuni complessi in cui risaltano interessanti loggiati ed archi.

Storicamente rilevanti sono gli edifici facenti parte del complesso residenziale fortificato che un tempo era proprietà della famiglia degli Albertoni-Vertova, signori del paese. Questo includeva un castello del XII secolo, di cui sono riscontrabili tracce nell’edificio posto tra le vie Cardinal Gusmini, San Lorenzo e Cornelli. Alla destra di questo vi era anche una piccola chiesa che, dedicata a santa Caterina, era una sorta di oratorio privato della famiglia, la cui struttura muraria è ancora visibile in principio a via San Lorenzo.

Degno di nota è anche il ponte di san Carlo che attraversa il torrente Vertova, che per decenni ha segnato il confine del paese. Risalente all’XI secolo, ma riedificato dopo la distruzione del paese avvenuta nel 1398, presenta un ottimo livello di conservazione.

 

Casa con loggiato in via Albertoni

Per quanto riguarda invece l’archeologia industriale, è da segnalare la fornace posta a fianco del canale dell’area industriale del paese. Il complesso, edificato nel 1923 e conosciuto come Forni Perani, sfruttava l’energia idrica per far funzionare i macchinari presenti nei differenti fabbricati, permettendo la produzione di cemento e derivati.

Sono inoltre presenti altri due edifici, un tempo utilizzati per fini religiosi ed ora sconsacrati. Il primo è quello attualmente conosciuto con il nome di “casa delle Angeline”, ma che originariamente ospitava la chiesa di santa Maria Maddalena, edificata all’inizio del XVII secolo, nella quale aveva sede la confraternita dei disciplini e quindi nota anche come Oratorio dei Disciplini. L’edificio, dotato di facciata in stile barocco con influssi classici, dopo la sconsacrazione passò alla MIA, che vi insediò un ricovero per persone anziane, mansione svolta tutt’ora.

Il secondo invece è il convento dei frati cappuccini, al cui interno si trovava la chiesa di san Giuseppe. Costruita nel 1529in seguito ad un voto fatto dalla popolazione durante un’epidemia di peste, inizialmente aveva dimensioni tanto ridotte da essere considerata una piccola cappelletta. Nel 1576 un radicale intervento di ristrutturazione la rese una chiesa a tutti gli effetti, dotandola anche di un attiguo fabbricato nel quale si insediò l’ordine mendicante, che vide tra i suoi novizi anche Celestino Colleoni. La chiesa aveva una pianta rettangolare, con all’interno una tela raffigurante il “Bambino Gesù con Maria e Giuseppe” eseguita da Vincenzo Campi. Nel 1769 il convento subì una prima chiusura, revocata poco dopo, mentre nel 1802 venne soppresso definitivamente dal governo napoleonico, venendo quindi acquistato prima dalla famiglia Bettonagli, poi dai Gilberti ed infine dai Bonomi. Dal 1953 è proprietà del comune che, dopo aver sottoposto l’intero complesso a ristrutturazione, l’ha adibito a biblioteca e centro culturale, mentre nel rustico del convento è stato collocato il centro per gli anziani.

Percorsi naturalistici

 

Cascata in val Vertova – GUARDA LA SCHEDA DETTAGLIATA

Numerose sono le possibilità che il territorio offre a chi volesse passare un po’ di tempo nella natura.

Il percorso più rinomato è senza dubbio quello che, salendo dal centro abitato passa lungo via Cinque Martiri e si inoltra nella val Vertova.

Qui l’itinerario si sviluppa a lato dell’omonimo torrente che, alimentato da numerose sorgenti di cui la valletta è ricchissima, si snoda in numerose cascate e pozze d’acqua scavate nella roccia, in un percorso facile ed adatto anche ai bambini.

Nella stessa valle vi sono anche altri sentieri che, diramandosi dall’itinerario principale, salgono sui rilievi circostanti, molti dei quali contrassegnati dai segnavia del CAI.

Tra questi vi sono il numero 517 che, dopo aver solcato la verde Val del Gru, raggiunge La Forca di Aviatico; il 525 che, noto con il nome di sentiero della Borleda, sale fino al Colle di Barbata; il 527 che tramite la conca del Sedernel arriva al Bivacco Testa, collocato poco sotto la vetta del monte Alben; il 529 che permette di spingersi fino al Passo di Bliben, ed il 530 che, partendo invece dal centro abitato, si inerpica sulle pendici del monte Cavlera e, dopo essersi congiunto con il segnavia 529, raggiunge anch’esso la vetta dell’Alben.

Per quanto riguarda il tempo libero, è d’obbligo citare la Ciclovia della Valle Seriana che, seppur per un breve tratto, transita nella parte sud del comune a ridosso del fiume Serio. Questa permette passeggiate e pedalate nella natura, lontano da traffico ed inquinamento, permettendo la riscoperta e la valorizzazione di spazi un tempo abbandonati nell’incuria.

ITINERARI VICINO A VERTOVA

Popolazione Residente
4.720 (M 2.329, F 2.391)
Densità per Kmq: 298,9
Superficie: 15,79 Kmq
Codici
CAP 24029
Telefonico Prefisso 035
Codice Istat 016234
Codice Catastale L795
Informazioni
Denominazione Abitanti vertovesi
Santo Patrono San Marco
Festa Patronale 25 aprile
Etimologia (origine del nome)
Potrebbe derivare dal nome medioevale bresciano Vertuinum o dal cognome milanese Vertuani o Virtuani, dal dialetto vertua, a sua volta da vertola, da verta, terra aperta o comune.
Il Comune di Vertova fa parte di:
 Comunità Montana Valle Seriana
Comuni Confinanti
Casnigo, ColzateCornalbaCosta SerinaFiorano al Serio, GazzanigaOneta

MERCATO SETTIMANALE

Vertova Via Roma sabato 12 Banchi

Numeri utili GENERALI

Carabinieri

112

Polizia Stradale

035.276.300

Polizia di Stato

113

Polizia Locale (centrale operativa) 

035.399.559

Vigili del Fuoco

115

Protezione Civile

035.399.399

Guardia di Finanza

117

Chiamata urgente su n° occupato 

4197

Corpo Forestale

1515

Pronto intervento ASM

800.014.929

Emergenza Sanitaria

118

Guasti fognature, acqua e gas   

035.216.162

Guardia medica

035.455.51.11

Enel (guasti luce) 

803.500

ATB     

035.236.026

Radio Taxi       

035.451.90.90

Pubblicato in Bassa ValSeriana, MERCATI BERGAMO, PROVINCIA BERGAMO, Sabato Mercati Bergamo e Valle Seriana

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