Comune di Gandino – Informazioni Paese e Turismo Val Gandino Valle Seriana

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CENNI STORICI:

I primi insediamenti dell’uomo sul territorio risalgono ad epoche assai remote, come testimoniato dai resti rinvenuti durante alcuni scavi archeologici effettuati tra il 1999 ed il 2001 sulle montagne che sovrastano il paese. Queste alture garantivano sicurezza agli uomini primitivi, che nelle grotte e nelle cavità della roccia potevano trovare riparo dai predatori e dalle intemperie.

I reperti più antichi sono alcuni manufatti in selce emersi presso la località Campo d’Avene, distesa erbosa posta alla testata della valle d’Agro, riconducibili al Paleolitico superiore, in un periodo compreso tra il XIII e l’XI millennio a.C.. Nella vicina conca del Farno sono stati rinvenuti differenti elementi litici riconducibili al paleolitico, presso la pozza dei morti della Montagnina, ed altri a forma triangolare presso la pozza della Guazza databili al periodo Mesolitico, tra l’XI ed il IX millennio a.C..

Al Neolitico (IX-IV millennio a.C.) appartengono invece i cocci in ceramica, le selci ed i carboni emersi presso la pozza dei sette termini, indice di come la zona fosse frequentata da sporadiche presenze di cacciatori, pastori e mandriani nomadi.

E’ invece durante l’età del ferro, periodo del quale sono giunti a noi due punte di lancia ed un elmo, che si verificarono i primi insediamenti stabili, quando nella parte alta dell’attuale centro abitato si svilupparono piccoli agglomerati, a margine dei quali cominciarono a trovare spazio le prime coltivazioni stanziali. Si trattava di popolazioni di origine ligure, dedite alla pastorizia, tra cui gli Orobi. Ad essi, a partire dal V secolo a.C., si aggiunsero ed integrarono le popolazioni di ceppo celtico, tra cui i Galli Cenomani. Nonostante si trattasse di presenze sporadiche, che non formarono mai un nucleo abitativo definito, questi ultimi lasciarono segni indelebili della loro presenza, come testimoniato dai numerosi toponimi ad essi riconducibili.

In primo luogo il nome stesso del paese deriverebbe dalla chiara matrice celtica Gand-, indicante un territorio ripido, sassoso e franoso (luogo probabilmente identificabile con il ghiaione della località Groaro), e presente in numerosi altri toponimi della provincia di Bergamo quali Gandellino, Gandosso e Ganda. Di origine celtica dovrebbero essere anche i nomi dei torrenti Romna e Rino, e delle frazioni Barzizza (Bargigia nella forma dialettale, riconducibile a Barg- o Berg-, indicante un’altura) e Cirano (in dialetto Scerà e derivato da Scèr-, ossia cerro, genere di albero).

Riguardo alle frequentazioni di questa popolazione, è invece priva di fondamenta la leggenda che indicherebbe la località Coren d’altar come luogo sacro in cui idruidi svolgevano i propri riti.

 

 

ITINERARI DI GANDINO:

La principale struttura presente nel comune è indubbiamente la chiesa prepositurale, assurta a ruolo di basilica, dedicata a santa Maria Assunta. Posta nel cuore del vecchio centro storico, da sempre ha ricoperto grande importanza per i propri abitanti, come testimoniato dalle numerose elargizione che, fin dall’epoca medievale, le hanno permesso di dotarsi di importanti opere d’arte.

I primi documenti che ne attestano l’esistenza risalgono all’anno 1180, mentre nel 1223 venne menzionata negli atti che sancirono l’emancipazione comunale del paese, a dimostrazione dell’importanza ricoperta già in quel tempo. Per venire incontro alle mutate esigenze della popolazione in costante crescita, nel 1421 il primitivo edificio lasciò il posto ad una nuova struttura più grande, che già nel 1469 venne ulteriormente ampliata verso Sud con l’aggiunta di una seconda navata. Quella struttura, di poco più corta dell’attuale, venne ristrutturata nei primi anni del XVII secolo, come testimoniato dalla lapide che, tutt’ora presente, fu murata nel lato Sud dell’edificio all’inizio dei lavori. Il progetto fu affidato al gandinese Paolo Micheli, che lasciò le pareti Nord ed Ovest della precedente struttura, aggiungendo una terza navata. Dopo un rallentamento della costruzione a causa dell’ondata di peste del 1630 che uccise anche il progettista, la chiesa fu inaugurata nel 1640.

La struttura, rimasta sostanzialmente invariata fino ai giorni nostri, presenta la copertura con una successione di spioventi posti a differenti altezze (detta facciata a saliente), composta in pietra locale con intensità calda che fanno risaltare lesene e cornicioni di tonalità chiara. Sempre sulla facciata si trovano i portali, realizzati dai veneziani Domenico Rossi ed Antonio Cavalleri, nonché statue di figure zoomorfe eseguite in pietra di Rovigno da Paolo Callolo e Paolo Groppelli. Sulla struttura svetta la torre campanaria alta 74 metri con cupola a cipolla, di derivazione mitteleuropea, dotata di una cuspide in rame alta 13 metri, ed eseguita dal bolzanino Francesco Shgraffer e dal trentino Paolo Sterzl. Il campanile possiede inoltre un concerto di 10 campane datate dal 1706 al 1822.

 

La basilica vista dall’alto

All’interno sono custodite numerose opere di indubbio valore. Tra queste vi sono la barocca cupola ad ombrello dipinta da Giovanni Battista Lambranzi con Cristo, san Pietro, san Giacomo Maggiore e san Bartolomeo posti ai quattro punti cardinali, ed il presbiterio con volta a botte affrescato da Ottaviano Viviani. Presso gli altari dei santi patroni e di san Pietro vi è il ciclo pittorico di Giacomo Ceruti (detto il Pitocchetto), mentre presso quelli laterali sono poste le tele di Simone Cantarini (Incoronazione della Vergine), Domenico Carpinoni, Vincenzo Dandini, Bernardo Luca Sanz, Gian Giacomo Barbello e Gian Cristoforo Storer. Sopra le bussole d’ingresso si trovano inoltre le opere di Paolo Zimengoli (il diluvio universale), Antonio Balestra (Fuga in Egitto), Sante Prunati (Adorazione dei Magi) , mentre presso l’ancona è collocato il dipinto Maria Assunta con i santi Patroni eseguito dal gandinese Ponziano Loverini. Numerosi sono gli intarsi che ornano l’edificio, tra i quali spiccano i confessionali di Giovan Battista Caniana e di Andrea Fantoni, del quale si segnalano anche l’abside in marmi policromi e le sculture della Vergine e degli angeli, l’organo di Ignazio Hillepront, la balaustra in bronzo di Francesco Lagostino, le sculture dei Carra, del Marengo e dello Schmeidel.

Attiguo alla basilica, si trova il museo che raccoglie numerose opere d’arte ed oggetti sacri, legati alla storia del principale edificio religioso del paese. Inaugurato nel1929, ristrutturato ed ampliato nel 1963, è suddiviso in tre sezioni. La prima raccoglie il materiale legato alla chiesa ed all’aspetto liturgico: a tal riguardo si segnalano paramenti sacri ed ornamenti, ma anche vere e proprie opere d’arte, quali le quattrocentesche croci realizzate da Matrenianus de Filippis, gli arazzi degli artisti belgi Frans Guebels, Cornelio ed Enrico Mattens, i dipinti di Alvise Benfatti (l’Assunta), Pietro Mango (la Circoncisione), Niccolò Frangipane (Caduta sotto la Croce), Antonio Balestra, Sebastiano Ricci, Domenico Carpinoni, Pietro Urbani, Albino Canali e Pietro Servalli. La seconda sezione, aperta nel 1998, è invece riservata alla collezione di presepi, situata in tre saloni al primo piano, che raggruppa circa 280 esemplari, mentre il terzo settore è invece dedicato all’archeologia tessile. Quest’ultima permette di comprendere al meglio la storia dell’economia gandinese, da sempre basata sull’industria tessile, che ha permesso al paese di arricchirsi e di prosperare per secoli.

Restando in ambito religioso, numerose sono altre le chiese presenti sul territorio comunale. Tra le più importanti vi è la chiesa di san Carlo, posta nell’omonima via ed edificata tra il 1610 ed il 1638 con annesso monastero femminile, inizialmente soggetto alla regola di san Benedetto. Soppresso nel 1810 dalle normative napoleoniche, fu ricostituito nel 1818 quando vi fecero ritorno altre religiose, questa volta aderenti all’ordine delle Suore orsoline di Maria Vergine Immacolata, che tutt’ora vi risiedono. Al piano terreno vi è un chiostro con un loggiato con colonne in stile dorico, mentre al primo piano gli stessi elementi portanti sono replicati con misure dimezzate.

Tra le chiese sussidiarie si segnalano la chiesa del Sacro Cuore, posta in via san Giovanni ed adibita ad abitazione del curato; la chiesa di san Giuseppe Sposo di Maria Vergine, edificata nella prima parte del XVI secolodall’omonima confraternita che tutt’ora vi è presente; la chiesa di san Pietro Martire, sita nella contrada di Cima Gandino, con struttura primitiva risalente al termine del XVII secolo e completata un secolo più tardi; la chiesa di san Rocco, posta in località Biffone su uno sperone di roccia a strapiombo sul torrente Romna, edificata nel periodo immediatamente successivo alla peste del 1630, in luogo di una piccola tribulina costruita in seguito all’epidemia di tifo petecchiale degli anni 1528 e 1529.

Sempre nel capoluogo, degne di nota sono la quattrocentesca chiesa di Santa Croce e Sant’Alessandro, dove è tuttora presente la confraternita della Madonna del Carmine; la secentesca chiesa di Santa Maria Nascente (detta anche del Suffragio, per via della congregazione in essa presente) e la chiesa di Santa Maria degli Angeli, in località Valpiana ad un’altezza di circa 1.000 m s.l.m. Ancor più in alto, presso il monte Farno, si trova la chiesa della Beata Vergine Addolorata, inizialmente dedicata a sant’Antonio ed inaugurata nel 1924.

Nella frazione di Barzizza è presente la chiesa parrocchiale di san Lorenzo, il cui primo nucleo risale al XV secolo, ma ricostruita nel secolo successivo e modificata nel1880, mentre nell’altro nucleo di Cirano si trova la cinquecentesca chiesa dei santi Gottardo e Bartolomeo Apostolo.

In ambito civile, il borgo storico è un importante indicatore di come il paese abbia goduto di grande prosperità nel corso dei secoli. Numerosi sono infatti i palazzi signorili, appartenuti alle principali famiglie operanti nel settore laniero, che sorsero dopo l’epoca medievale.

Tra questi vi è il quattrocentesco palazzo del Vicario, attuale sede municipale, che presenta un orologio ed una struttura porticata che si apre su piazza Vittorio Veneto, al centro della quale si trova una fontana. Sul lato opposto della medesima piazza si trova il cinquecentesco palazzo del Salone della Valle, anch’esso di proprietà comunale, dotato esternamente di una facciata simmetrica ed internamente di affreschi ed arredamenti di valore storico ed artistico. I suoi saloni sono utilizzati come sala consiliare, sede della proloco ed archivio, nel quale sono custoditi anche documenti risalenti all’epoca comunale.

Rilevanti sono anche i palazzi Spampatti, Loverini e Giovanelli. Quest’ultimo appartenne ad una delle famiglie più in vista della borghesia gandinese all’epoca della dominazione veneta, casato che vantava contatti economici e d’amicizia con la corte d’Austria. Costruito in differenti riprese tra il XV secolo ed il 1668, presenta una struttura ad L a due piani: sul lato che dà verso la strada spicca l’imponente facciata con il portale d’ingresso sormontato da un balcone ed adornato bassorilievi in pietra di Sarnico che contornano anche le numerose finestre presenti. L’altro corpo dell’edificio, rivolto ad Ovest, possiede all’interno un porticato con giardino, con un loggiato al primo piano. Nonostante la valenza storica ed artistica, l’edificio versa in condizioni precarie.

Di particolare interesse storico sono i resti delle fortificazioni medievali, composti da tratti di muratura e torri utilizzate come roccaforti difensive. A tal riguardo interessanti sono la porta di piazza, antico accesso al borgo storico, e le altre due porte in via Lacca, che ancora presentano i resti di una torre. Quello che molti ritengono l’elemento principe dell’intero sistema fortificato del paese è invece la torre del Portone Fosco, risalente al XIV secolo e costituita da pietre squadrate disposte in modo regolare per tutta la sua altezza, pari a quattro piani.

In località Cima Gandino si trova poi l’omonima torre che, risalente al XIV secolo, presenta una copertura che alterna parti in intonaco ad altre in pietra e laterizio; nel nucleo della frazione di Cirano vi sono la trecentesca torre Alli Moj, posta nell’omonima località, la cui struttura ha risentito negativamente di un prolungato stato di abbandono, e la torre di Cirano, situata poco distante. Quest’ultima, di origine quattrocentesca, presenta una possente muratura in blocchi di pietra, con numerosi rimaneggiamenti strutturali operati in modo approssimativo nei secoli successivi.

 

 

Popolazione Residente
5.434 (M 2.683, F 2.751)
Densità per Kmq: 186,5
Superficie: 29,14 Kmq
Codici
CAP 24024
Telefonico Prefisso 035
Codice Istat 016108
Codice Catastale D905
Informazioni
Denominazione Abitanti gandinesi
Santo Patrono SS. Ponziano, Quirino, Valentino e Flaviano
Festa Patronale prima domenica di luglio
Etimologia (origine del nome)
Deriva dal lombardo-alpino ganda, con il significato di frana o pendio ricoperto di pietre sfasciate.
Il Comune di Gandino fa parte di:
 Comunità Montana Valle Seriana
Località e Frazioni di Gandino
Barzizza, Cirano
Comuni Confinanti
CasnigoCazzano Sant’AndreacereteClusoneEndine GaianoLeffePeiaPonte NossaRanzanicoRovettaSovere
Musei nel Comune di Gandino
 Museo della Basilica di Santa Maria Assunta
Ville e Palazzi
 Palazzo Giovanelli (XVI-XVII secolo)
 Palazzo Maccari
 Palazzo Zilioli
Chiese e altri edifici religiosi gandinesi
 Basilica di Santa Maria Assunta
 Chiesa di San Giuseppe
 Chiesa di Santa Croce e Sant’Alessandro Martire
Giorno di Mercato Settimanale sabato mattina
Gandino P.zza XXV Aprile P.zza Veneto Via XX Settembre sabato 07:00 / 13:00 18 Banchi

FIERA

Gandino Fiera di San Giuseppe

4° domenica di quaresima

035/745567

mercato di gandino sabato mattina

  • Numeri utili GENERALI

    Carabinieri

    112

    Polizia Stradale

    035.276.300

    Polizia di Stato

    113

    Polizia Locale (centrale operativa) 

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    Vigili del Fuoco

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    Protezione Civile

    035.399.399

    Guardia di Finanza

    117

    Chiamata urgente su n° occupato 

    4197

    Corpo Forestale

    1515

    Pronto intervento ASM

    800.014.929

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    Guardia medica

    035.455.51.11

    Enel (guasti luce) 

    803.500

    ATB     

    035.236.026

    Radio Taxi       

    035.451.90.90

Stazione di Gandino:
tel: 035.745.005 – fax: 035.746.816

  • Corpo Forestale dello Stato

Coordinamento Provinciale – emergenze 1515
tel: 035.247.327  – fax: 035.270.251    

Stazione di Clusone:
tel: 035.703.596- fax: 035.703.596

Ospedali limitrofi:

Ospedale Briolini di Gazzaniga
tel: 035.306.51.11  – fax: 035.306.52.22      

Ospedale S. Biagio di Clusone:
              tel: 035.306.62.11- fax: 035.306.62.62                                                                                                                   

Ospedali Riuniti di Bergamo:
                       tel: 035.269.111- fax: 035.266.859                                                                                                                          

Ospedale Bolognini di Seriate:
tel: 035.306.31.11- fax: 035.306.32.27

Parrocchie e S. Messe

 

Parrocchia di Gandino

Via Bettera, 14 – 24024 GANDINO

Parroco Gandino: 035.745.425
Oratorio e Don Alessandro: 035.745.120

Parrocchia di Barzizza Parroco Barzizza: 035.745.008
Parrocchia di Cirano Parroco Cirano: 035.746.352
Parrocchia di Cazzano S. Andrea Parroco Cazzano: 035.741.355

 

ORARI SANTE MESSE (ESTIVO)

  FERIALI SABATO E PREFESTIVI DOMENICA E FESTIVI
ORARIO 6:55 9:00 17:00 18:00 6:55 8:00 9:00 18:00 8:00 9:00 10:30 18:00
Gandino SM CR B   SM SM CR B B CR B B
Barzizza       P       P     P  
Cirano     P         P P   P P
Cazzano S. Andrea     P         P P   P P
 

Domenica:

  • ore 17:30 al Farno (da Domenica 28 Giugno fino a Domenica 23 Agosto)
  • ore 10:00 ValPiana (mesi di Luglio e Agosto)
  • ore 20:00 a Cazzano (Chiesa Parrocchiale)

 

ORARI SANTE MESSE (INVERNALE – Dal 1° Ottobre)

  FERIALI SABATO E PREFESTIVI DOMENICA E FESTIVI
ORARIO 6:55 8:00 17:00 18:00 8:00 17:30 18:00 18:30 8:00 9:00 10:30 17:30 18:30
Gandino SM B / SM     B     B B CR B   B
Barzizza       P   P         P P  
Cirano     P       P   P   P    
Cazzano S. Andrea     P       P   P   P    

Legenda:

  • SM : Chiesa di San Mauro (presso il Convento delle Suore Orsoline)
  • CR : Cappella della casa di riposo di Gandino
  • B : Basilica di Gandino
  • P : Chiesa Parrocchiale

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