Comune di Zandobbio – Informazioni Paese e Turismo

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ORIGINI DI ZANDOBBIO

Questo piccolo paese, posizionato in una valletta laterale alla val Cavallina, che si incunea fino al colle alla cui sommità è posto il Santuario di San Giovanni delle Formiche (che si trova in territorio di Foresto Sparso), ha origini che si spingono fino ai tempi dell’Impero Romano.

Già in quel tempo il paese aveva infatti acquisito una grande notorietà per via delle cave di dolomia bianca presenti sul proprio territorio, sfruttate già da allora.

La dolomia, di colore tra il bianco ed il rosa, è stata utilizzata per la realizzazione di numerose opere, anche al di fuori dei confini nazionali, tra cui spiccano la Biblioteca Angelo Mai e la Porta San Giacomo, entrambe situate nella città diBergamo.

Anche la chiesa parrocchiale locale, dedicata a San Giorgio, costruita nel XVI secolo e poi ristrutturata nel XVIII secolo da Giovan Battista Caniana, è ovviamente realizzata con questo tipo di marmo molto pregiato. I fratelli scultori Andrea e Gian Giacomo Manni vi realizzarono l’Altare maggiore e i due altari laterali intorno al 1725 circa.

Come in tutti i paesi limitrofi della Val Cavallina, il Medioevo ha lasciato segni tangibili nel borgo di Zandobbio: ad esempio, la disposizione stessa del paese, che si sviluppa longitudinalmente e presenta resti di fortificazioni, tra cui una torre medievale situata proprio nel mezzo del centro abitato.

Ma l’opera architettonica di maggior rilievo è la chiesa di San Giorgio in Campis.

 

La chiesa di San Giorgio in Campis

Posta a margine del locale cimitero, la chiesa risale all’incirca all’XI secolo e, nonostante i numerosi rifacimenti, presenta ancora una struttura in stile romanico.

Le principali caratteristiche che identificano questo edificio sacro sono il suo soffitto a due archi, il pulpito, ma soprattutto il campanile a bifore e gli affreschi, in stile bizantino, attribuibili ad un periodo compreso tra il X e l’XI secolo.

La sacrestia dell’edificio fu anche adibita, nel corso del XIX secolo, a camera mortuaria del cimitero stesso. In tal senso sono state ritrovate iscrizioni funerarie e lapidi (sia incise che dipinte) risalenti al XV secolo.

Nel territorio comunale si può trovare un’altra Chiesa Parrocchiale, dedicata a Sant’Anna, in frazione Selva, edificata nel 1736. Nel 1961 la chiesa diventò Parrocchia, con decreto del Vescovo di Bergamo, staccandosi da quella di Zandobbio.

Come nel vicino Comune di Trescore Balneario, anche qui venne aperto uno stabilimento termale. L’opera, costruita dal conte Guido Beroa e circondata da un parco di piante secolari, venne inaugurata all’inizio del XIX secolo, ed è stata dismessa nel corso del XX secolo. Purtroppo, da molti anni il complesso versa ormai in uno stato di completo abbandono, nonostante la rilevante posizione del luogo, situato proprio all’ingresso del paese e a poca distanza dalle terme di Trescore

Nella chiesa parrocchiale, dedicata a san Nicolò vescovo, sono conservati dipinti di Palma il Giovane, Sante Peranda e Francesco Cavagna, un polittico della bottega dei Marinoni e un coro ligneo di Giuseppe Caniana.

In ambito naturalistico, il comune è stato inserito nel Parco agricolo del Rio Morla e delle rogge, un PLIS che si prefigge di tutelare sia il corso del fiume Morla e delle rogge che compongono l’intricato sistema irriguo delle campagne, sia gli ambienti rurali presenti.

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Pubblicato in PROVINCIA BERGAMO e Val Calepio